Da ingegnere a Clarissa

Da ingegnere elettronico a monaca di , la scelta di Alessia diventata suor Francesca. La 44enne di Senigallia Alessia Carboni sabato pomeriggio 25 marzo ha giurato la professione solenne durante la cerimonia che si è tenuta nel Duomo di Forlì, diventando suora di clausura delle Clarisse Urbaniste del monastero Corpus Domini (Corriere Adriatico.it, 28 marzo).

CAMBIO DI ROTTA

Alessia, dopo la laurea in Ingegneria elettronica, aveva capito che quella non sarebbe stata la sua strada, facendo una scelta controcorrente e avviando un percorso per diventare monaca di clausura. Entrata nel monastero di Serra de’ Conti (Ancona), poi in quello di Filottrano (Ancona) nel 2002, dal luglio 2015 è a Forlì (Vivere Senigallia).

Suor Maria Francesca da sempre attivista nella Chiesa, ha un passato anche come responsabile dell’Azione Cattolica Ragazzi di Senigallia.

SUONAVA LA CHITARRA IN CHIESA

«La mia storia – afferma Suor Maria Francesca Carboni nella sua come riportata da L’Altro Giornale (26 marzo) – inizia lontano da Forlì, a Senigallia, dove sono nata 44 anni fa. Sono cresciuta in parrocchia, animavo la messa suonando la chitarra, sono stata educatrice di Azione Cattolica e ho partecipato a tante iniziative diocesane. Mi sono diplomata al liceo scientifico della mia città e poi laureata in ingegneria elettronica all’università di Ancona».

I TRE MONASTERI

«Ho lavorato per due anni, sempre con contratti a tempo determinato, perché sentivo che la mia vita non era completa e volevo essere libera di partire. Nel 2002, a 29 anni, sono entrata nelle Clarisse Urbaniste nel monastero di Serra de’ Conti nella diocesi di Senigallia, dove ho fatto la professione semplice nove anni fa. Da lì sono passata in quello di Filottrano, in provincia di Ancona e dal luglio 2015 mi trovo a Forlì, dove mi sembra di essere da sempre perché mi sono trovata subito di casa».

“NON HO MAI PENSATO DI TORNARE INDIETRO”

«E’ stato un cammino lungo, ma anche nelle difficoltà – sottolinea Suor Maria Francesca – non ho mai pensato di tornare indietro, sono andata avanti, con la forza, mi sono accorta, che era di un altro, perché Dio è più testardo di me. Mi è stato sempre di aiuto la presenza continua di un padre spirituale, avere persone accanto a me che mi si sono affiancate, respirare un’aria di comunione, guardare altri che hanno fatto le loro scelte definitive e nel rapporto con loro potevo tirare fuori il meglio di me. Mi ha aiutato il contatto con la parola di Dio dentro cui sono entrata sempre più in profondità».

PREGHIERA ED ADORAZIONE EUCARISTICA

Ora la sua giornata si svolge in monastero, «intessuta di , che inizia alle 6 del mattino e di lavoro, con tutte le esigenze della vita comunitaria. E questo – evidenzia la Clarissa – non porta fuori dal clima di preghiera, come la preghiera non porta fuori dalla vita concreta. Inoltre una caratteristica del nostro monastero è l’adorazione eucaristica continuata alla quale ognuna di noi dedica un’ora al giorno a turno». «Mi affascina la vita di fraternità – conclude suor Maria Francesca – perché permette di fare esperienza che la fede e l’umanità sono una cosa sola».

Fonte: Gelsomino Del Guercio

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